Ritratto di gentiluomo di casa Rovero olio su tela 1530-1532 circa

Nel periodo di “trasformazione degli spazi” della Pinacoteca di Brera, in continuo fermento per i riallestimenti, siamo a “Il  quarto Dialogo“,  che ci viene presentato ieri e che  ha come unico soggetto Lorenzo Lotto. Arriva dalle gallerie dell’Accademia di Venezia il dipinto ospite : Ritratto di Gentiluomo di Casa Rovero,    un’opera misteriosa, poichè è incerta l’identità del personaggio ritratto.

ritratto di Laura da Pola . Lorenzo Lotto 1543-1544 olio su tela

Collocato nella sala XIX  insieme ad altri quadri, che rimandano a  personaggi che “si offrono cosi’ confidenzialmente allo sguardo”, come  Ritratto di Laura da Pola, Ritratto di Febo da Brescia, Ritratto di Gentiluomo con i guanti, ma anche il Ritratto di Antonio Navagero di G.B. Moroni, l’Auoritratto di Sofonisba Anguissola, Il Ritratto del conte Antonio di Porcia e Brugnera si Tiziano Vecellio e il Ritratto di giovane del Tintoretto, è un vero gioiello.

Di fronte ad un ritratto iniziamo a immaginare la storia di una persona, il suo passato, la sua intimità. Si tratta spesso di  interpretazioni. Nel caso dell’opera in “oggetto”, essendo l’identità del giovane ritratto sconosciuta, (si pensa a uno dei membri della famiglia Rovero) , gli studiosi hanno dato diverse interpretazioni a tutti i particolari che si vedono nel bellissimo dipinto  e che hanno significati allegorici, come la lucertola , l’anello, i petali di rosa, lo scialle azzurro, una lettera.

Il giovane ha un’aria malinconica e sfoglia un libro, potrebbe essere reduce da una delusione amorosa , potrebbe essere in una fase di passaggio verso l’età adulta (lucertola animale che si trasforma), ma sono tanti i significati che possono celarsi.  Il curatore della mostra Francesco Frangi con Maria Cristina Passoni ci illumina su qualche spunto. Se ci fosse stato un problema amoroso, la lucertola indicherebbe l sangue freddo per la fine di una storia, e i petali? E’ cosi’ stimolante soffermarsi davanti a un dipinto e avere qualcuno che accompagna la tua interpretazione. Mi fa” tornare a scuola”, quando i maestri ci accompagnavano al museo, l’arte è un miracolo, senza tempo.

Francesco Frangi – docente di Storia d’arte moderna Università di Pavia

Questo gentiluomo sarà a Milano fino al 5 giugno, ed è bellissimo, non importa in realtà chi sia.

Sicuramente vedere persone su un quadro è una fonte di ispirazione notevole per la fantasia di ciascuno.

Nei nostri giorni  ritratto, autoritratto, scatto fotografico, selfie  sono ormai forse privi di un’autenticità, forse sono la ricerca di un’identità o forse solo effetti di un narcisismo avanzato, ma è un fenomeno che collegato ad un mondo cosi lontano da allora, c’è,  è presente e va vissuto anch’esso. James Bradburne, in nuovo direttore di Brera, ha un approccio  infatti molto moderno e aperto e ciò ha permesso l’avvio di un concorso fotografico su instagram con l’inaugurazione del Quarto Dialogo attorno a Lotto.

James M.Bradburne

Il ritratto diventa allora un simbolo, il simbolo dell’unione tra noi e chi decidiamo di fotografare, simbolo di un dialogo, anche tra passato e presente. Il ritratto fotografico è anche protagonista del progetto mybrera, un puzzle di immagini delle persone che lavorano all’interno delle tre teche di Brera (la Pinacoteca, la Biblioteca Braidense e la Mediateca Santa Teresa), che rende omaggio alla cultura in quanto espressione di tante voci. Il direttore anglocanadese spinge verso un continuo lavoro di squadra e coinvolgimento di tutti coloro che amano l’arte, la cultura, la poesia, e coloro che ci lavorano dando un contributo importante. E’ un tributo a Brera, a Milano a se stesso e a Franco Russoli.

Il quarto Dialogo segna anche un momento del percorso intrapreso dalla Pinacoteca che “viaggia” in continuo verso la sua ristrutturazione che non sarà forse mai definitiva. Come James dice metaforicamente ” Ora ci  troviamo  a metà strada, ancora  con lo sguardo verso il passato, nostalgico, con qualche dubbio sull’abbandonare ciò che lasciamo, ma ad un certo punto arriva quel momento in cui ti dimentichi cosa hai lasciato, e inizi a guardare l’orizzonte. Questo feeling di trovarci a metà strada dobbiamo tradurlo in contemporaneità e agire: come rimettere a posto gli spazi, come rendere il museo visibili oltre allo scopo turistico”. In altre parole, come diceva Franco Russoli nel 1971: “Il museo non è sede di contemplazione o studio della tradizione, bensi’un luogo  in cui si costruisce e si vive lo sviluppo della realtà contemporanea”. Il museo è dunque un elemento attivo nella società, fondamentale per la sua crescita. 

La giornata inaugurale “Attorno a Lotto” si terrà giovedì 30 marzo dalle 8:30 alle 22:15.

www.pinacotecadibrera.org

 

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