Il primo vero ristorante di #Carlocracco, dopo tre anni di lavoro, apre nella splendida  #GalleriaVittorioEmanueleII,progettata dall’architetto  e ingegnere emiliano  Giuseppe Mengoni e inaugurata nel 1877  con il ruolo originario di ‘Salotto di Milano’ sede della vita borghese cittadina che si dilettava a frequentare i nuovi negozi eleganti, ma soprattutto i ristoranti e caffè: alcuni , come il Caffè Camparino e il Caffè Biffi, sono ancora oggi aperti.

Food, architettura, design, arte : Un sogno diventato realtà per il noto Chef, Patron ora   di un luogo incantevole.

Il progetto di Laura Sartori Rimini e Roberto Peregalli   ha saputo rispettare il linguaggio architettonico  tra passato presente e futuro, creando un’ambientazione che ha un qualcosa di vissuto, come se esistesse da tempo e che può far sentire in qualche modo a casa.

Lesene, trabeazioni, bassorilievi, grottesche, mosaici, oltre  al metallo della cupola, recupero di affreschi originali, decorazioni che non “rubano l’attenzione” ai piatti dello Chef ma esaltano solo bellezza. Un dialogo tra esterno e interno e creatività della cucina, poichè le decorazioni fanno parte del mondo del food.

Carlo Cracco in Galleria si sviluppa su tre piani. Al piano terra, il Cafè con pareti in stucco, dipinte a mano con un motivo a damasco che ricorda i disegni Fortuny, il  pavimento in mosaico , il grande bancone-bar della fine dell’800. Qui si partirà con la colazione  con brioche fatte dalla pasticceria interna, ma si potrà anche consumare un lunch sfizioso o una cena   con piatti più semplici  rispetto al Ristorante, meno elaborati,  si potrà prendere il the delle cinque o acquistare cioccolatini.

Al primo piano si trova il ristorante, affacciato sugli stucchi e i decori dell’Ottocento e sull’Ottagono. Una sala d’accoglienza rivestita con una boiserie grigio-azzurra e una carta da parati dipinta a mano a grandi corolle floreali fa da introduzione al Ristorante, articolato in tre sale e due privé. Grandi specchi anticati, appliques in metallo e alabastro, una luce soffusa, moquette . La proposta è in continuità con la carta del ristorante di Victor Hugo: piatti classici, dall’insalata russa caramellata al tuorlo d’uovo marinato, dal risotto allo zafferano e midollo alla piastra al rombo in crosta di cacao. 

Una carta a parte, con proposte come ostriche, spaghetti al caviale , per lo scenografico Fumoir: bancone in mogano e zinco, bottiglieria con specchio ed elementi nichelati di gusto Art Deco messi in risalto da pareti rivestite in filato metallico verde muschio. 

Se ogni piano ha la sua cucina, è qui che si trova la più importante, con piastrelle su disegno di Gio Ponti, giallo zafferano, bianco e nero. E sempre ispirati a Gio Ponti sono i servizi di piatti di Richard Ginori, ideati dagli architetti

Al secondo piano si trova  Sala Mengoni, riservata agli eventi dove si potrà ammirare il recupero di un affresco ottocentesco con un motivo di putti ha suggerito i decori degli altri soffitti. Ancora una volta il posizionamento degli specchi crea tutta una serie di rimandi e riflessi in un incessante dialogo con la cupola della Galleria.

Nel seminterrato, infine, le cantine con vini preziosi, che contano 2000 etichette; lo spazio sarà usato anche come enoteca.

Ai piani si può arrivare con l’ascensore, che ad ogni piano subisce una metamorfosi per sintonizzarsi con l’ambiente circostante, costruito interamente in ferro e decorato a finto bronzo con inserti in vetro al piano terra, in specchio e metallo dorato al primo piano, infine dipinto con una patina scura in cantina.

#craccoingalleria è aperto tutti i giorni, dalle 8 del mattino a sera inoltrata, dalla prima colazione al dopo teatro. 50 coperti circa al piano terra, dehors incluso, 50 al primo piano, fino a 100 posti seduti e 150 in piedi al secondo.

Una delle più celebri raffigurazioni artistiche della galleria Vittorio Emanuele II è la Rissa in galleria di Umberto Boccioni....ce ne sarà una per entrare da Cracco ?

 

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